
È importante poter esporre le proprie ansie e preoccupazioni per il proprio stato di salute
La congiura del silenzio è una dinamica presente in ambito ospedaliero laddove medico, paziente e familiare mettono in scena una farsa per celare la prognosi soprattutto quando infausta.
Questo non permette al malato di esprimere le proprie ansie e preoccupazioni rispetto al suo stato di salute, perché la negazione messa in atto come difesa dai sanitari e dai familiari, fa sì che egli “reciti” la commedia della guarigione.
Una paziente in fin di vita affermò di aver capito che non c’era più nulla da fare solo quando il medico, non guardandola negli occhi e tra mille occhiolini dei familiari, le disse che bisognava aspettare qualche settimana per riprendere la chemioterapia, visto che i valori delle analisi non erano usciti positivi. La paziente scoppiò a piangere trovando il coraggio di esplicitare la sua fine imminente solo con la psicologa, alla quale rivelò che, pur avendo capito tutto, di fronte alle consolazioni dei familiari, anche lei diceva di dover aspettare perché il corpo doveva riprendersi e che sicuramente sarebbe stata bene. Concluso il colloquio con la psicologa si sentì risollevata, le pressioni ai sanitari in cerca di risposte svanirono e lei utilizzò gli ultimi giorni per congedarsi dai suoi cari. Ecco che le difficoltà comunicative ma soprattutto emotive, possono bloccare processi importanti nel fine vita, se non trovano un canale di ascolto e di accoglienza che può essere attivato nell’incontro con lo psicologo.
Dott.ssa Ornella Mazzoni Psicologo e Psicoterapeuta