
LO PSICOLOGO? VI SPIEGO COME DIVENTARLO E COSA SIGNIFICA
In questo articolo delineerò il percorso di studio per diventare psicologo e psicoterapeuta e questo sia per informare i possibili futuri colleghi, sia per i pazienti che dovrebbero essere a conoscenza di chi è e cosa fa il professionista in questione.
Dopo aver spiegato il percorso formativo, passerò a sfatare dei luoghi comuni e dei dubbi che si potrebbero avere sullo psicologo – psicoterapeuta.
COME DIVENTARE PSICOLOGO?
Chi aspira a diventare psicologo clinico deve iscriversi alla facoltà di Psicologia e conseguire la laurea quinquennale. Successivamente bisogna svolgere il tirocinio presso una struttura di psicologia convenzionata con l’università, per osservare dal vivo il lavoro dello psicologo.
Una volta terminato il tirocinio ci si può preparare per l’esame di stato che ti abilita all’esercizio della professione. Esso si effettua in due sessioni l’anno e la commissione è costituita sia da membri del sistema accademico, sia da clinici.
IN COSA CONSISTE IL TIROCINIO DELLO PSICOLOGO?
Quando mi laureai, scelsi di svolgere il tirocinio di psicologo a Napoli, presso l’Unità Operativa di Psicologia Clinica e Psicoterapia ad indirizzo Psicodinamico -Distretto 51- Asl Na1 a Napoli; tale decisione nacque dal desiderio di conoscere un contesto istituzionale in cui l’equipe di lavoro è costituita da soli psicologi.
Durante il colloquio d’ammissione mi fu chiesto di svolgere l’intero percorso formativo (della durata di un anno) nella suddetta struttura, in modo da poter conoscere l’intera struttura organizzativa e dare una continuità al lavoro che avrei svolto al suo interno.
Nell’ambito dell’U.O.P.c. si svolgono colloqui individuali e familiari, valutazioni psicodiagnostiche e sono promossi una serie di progetti-intervento.
Tali progetti si rivolgono sia ad operatori del settore con obiettivi formativi, sia ad alcune categorie della popolazione per l’attività di promozione e prevenzione della salute.
Inizialmente, presi parte ad alcuni incontri dedicati alla definizione delle attività da svolgere durante il periodo del tirocinio, approfondendo fondamentali contributi teorici relativi:
- all’identità della professione dello psicologo,
- alla formazione,
- alla competenza psicologica nella gestione della qualità nei Servizi di assistenza sanitaria,
- al contesto storico-culturale in cui si sviluppano l’offerta formativa e gli interventi professionali in psicologia.
Partecipai, inoltre, alle riunioni di supervisione di casi clinici, durante le quali le volontarie leggevano i resoconti degli incontri che, di volta in volta, avevano con i pazienti; ciò mi consentì, prima, di calarmi nell’atmosfera del colloquio e, poi, attraverso gli interventi dei nostri tutor, incominciai a comprendere come gestire un colloquio e a capire l’importanza di un’attenta osservazione verso tutto ciò che accade nella stanza e che, perciò, si inserisce all’interno della relazione terapeutica.
LO PSICOLOGO DEVE ATTENERSI A DELLE REGOLE?
Lo psicologo è tenuto ad osservare e seguire il codice deontologico che è costituito da 39 articoli che disciplinano la professione.
La legge 56 del 18 febbraio 1989 ne sancisce l’Ordinamento.
In tale legge viene definita la professione di psicologo: “La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alla comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”.
Il consiglio dell’Ordine degli Psicologi della regione Campania ha sede a Napoli in Piazzetta Matilde Serao. È il Consiglio che provvede all’iscrizione dello psicologo all’ordine entro due mesi dal ricevimento della domanda.
LO PSICOLOGO: AGGIORNAMENTO CONTINUO
Lo psicologo è tenuto all’aggiornamento continuo in quanto egli opera in ogni campo per “migliorare la capacità delle persone di comprendere se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace”.
COME FA LO PSICOLOGO A DIVENTARE PSICOTERAPEUTA?
In genere, dopo l’abilitazione lo psicologo o il medico si iscrive ad una scuola di specializzazione, almeno della durata di quattro anni, che gli permette di diventare psicoterapeuta.
Lo psicoterapeuta nel suo percorso formativo ha appreso strumenti e tecniche che gli consentono di curare i disturbi psicopatologici.
Per avere maggiori informazioni sui disturbi è possibile andare nella sezione disturbi prisologici del sito, o cliccare qui.
NELLO STUDIO DELLO PSICOLOGO PSICOTERAPEUTA: ALCUNE CURIOSITÀ
Ma vediamo di rispondere a qualche domanda che più frequentemente i pazienti pongono.
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Lo psicologo o psicoterapeuta usa il lettino?
Nessuno dei due professionisti usa il lettino, come invece viene mostrato nei film. Solo gli psicoanalisti usano il lettino per lavorare e siedono alle spalle del paziente. Invece sia lo psicologo, sia lo psicoterapeuta prediligono un’interazione faccia a faccia, per cui utilizzano in genere due poltrone per accogliere la persona.
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Quanto costa la terapia?
Il prezzo di ogni seduta è variabile e viene deciso dal singolo professionista, per quanto l’ordine degli psicologi abbia fissato un tariffario che va da un minimo di 35 euro ad un massimo di 115 euro. Mediamente il costo si aggira sui 60 euro a colloquio, che potrebbe sembrare un prezzo eccessivo…ma quanto siamo disposti a spendere per risolvere le nostre difficoltà?
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Quanto dura la terapia?
A questa domanda non saprei rispondere, in quanto dipende dal bisogno della persona: c’è chi ha fretta di terminare il percorso e chi lo vive come un proprio spazio e perciò, pur avendo risolto i propri problemi, continua a voler lavorare su altri aspetti di sé.
In genere ad inizio trattamento si stabiliscono gli obiettivi da raggiungere, stipulando un vero e proprio contratto terapeutico con tempi e modalità.
Ci sono terapie che durano di meno perché si concentrano sulla soluzione del sintomo o del problema, come la terapia strategica breve o la psicoterapia cognitivo-comportamentale, ed altre che definiscono gli obiettivi di volta in volta e perciò non hanno una tempistica precisa.
C’è da sottolineare che il paziente ogni volta che vuole interrompere la terapia perché non vede benefici, è opportuno che ne parli con lo psicologo, in modo da poter lavorare sulla questione ed eventualmente definire insieme la fine del percorso.
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Lo psicologo o lo psicoterapeuta possono prescrivere i farmaci?
Lo psicologo no, lo psicoterapeuta solo se è medico. Altrimenti bisogna rivolgersi allo psichiatra. In effetti c’è una stretta collaborazione tra queste figure, in quanto a volte può essere necessario affiancare alla psicoterapia un supporto farmacologico o viceversa lo psichiatra richiede una psicoterapia per lavorare su aspetti caratteriali della persona.
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Come capire se lo psicologo/psicoterapeuta è quello giusto?
In genere i primi tre o quattro incontri, definiti consultazione, sono utili proprio per capire se si è creata l’alleanza terapeutica, ovvero sia il professionista, sia il cliente devono poter sentire di sviluppare fiducia e stima nell’altro per potersi confrontare su questioni intime e private.
Se lo psicologo non si mostra accogliente verso i bisogni e i vissuti del paziente e peggio ancora, invece, si mostra come saccente o presuntuoso, il cliente ha tutto il diritto di parlarne e di decidere di interrompere le sedute…significa che quel terapeuta non era giusto per lui.
D’altronde si tratta sempre di una relazione tra due persone e le relazioni non sempre si rivelano soddisfacenti!
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Quali indicatori dimostrano l’efficacia del trattamento?
Innanzitutto i pazienti e il loro terapeuta riconoscono i cambiamenti avvenuti; il soggetto infatti si mostra più sereno e speranzoso, ha maggior fiducia nelle proprie capacità ed è arrivato a capire alcuni suoi comportamenti e atteggiamenti che prima non lo aiutavano nelle relazioni.
Inoltre anche le persone che stanno attorno osservano i suoi cambiamenti, notando come il soggetto sia portato ad essere più propositivo verso i problemi da affrontare e maggiormente sicuro di sé.
In generale, la persona si sente più soddisfatta di se stessa e questo sicuramente è indice di un buon lavoro psicoterapeutico.
Se voi fissare un appuntamento telefonami oppure compila il form presente nella pagina contatti.
In definitiva, lo psicoterapeuta ti incontra una volta a settimana in un orario concordato nel proprio studio, dove per un’ora ascolta ciò di cui la persona è disposta a parlare per capire insieme i sentimenti, i vissuti e i comportamenti messi in atto.
Aiuta il paziente ad esplorare il proprio mondo interno che si riflette nel mondo esterno tramite le relazioni e i comportamenti. Tramite gli strumenti e le tecniche di cui è dotato, cura gli aspetti psicopatologici della persona così da farla vivere in maggior sintonia con se stessa e con gli altri.
Dott.ssa Ornella Mazzoni – Psicologo Psicoterapeuta
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